Il rimborso delle accise: una questione che merita una spiegazione

È di questi giorni la richiesta del neo Presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, del rimborso alle imprese -mediante credito d’imposta- delle accise sull’energia, per un totale complessivo di 3,4 miliardi di euro, che le aziende hanno diritto di ripetere per un’addizionale provinciale sull’energia elettrica pagata ingiustamente negli anni 2010-2011. Ma cosa sono queste accise che devono essere rimborsate alle aziende? Le imprese avevano a suo tempo versato, con il pagamento delle fatture dell’energia elettrica, alcuni oneri tributari (le accise, appunto), che una recente sentenza della corte di Cassazione ha ritenuto incompatibili rispetto alla direttiva accise 2008\118 come interpretata dalla Corte UE, con il conseguente diritto al rimborso (delle somme versate) anche prima dell’abrogazione dell’imposta, e cioè relativamente agli anni 2010\2011. Tuttavia, premesso il diritto al rimborso su cui non mi dilungo (vi è il giudicato della Cassazione), vi è il problema procedurale per conseguire detto rimborso, che è il vero nodo della questione: la Cassazione, infatti, dispone che solo il fornitore del servizio è legittimato a chiedere il rimborso all’Erario, motivo per cui l’impresa -che dette accise ha pagato al fornitore- dovrà esperire azione di ripetizione dell’indebito nei confronti di quest’ultimo, e solo ove detta azione si rivelasse impossibile o infruttuosa potrà agire contro l’Erario. Come sempre, insomma, un ginepraio intricato. Vi è poi l’ulteriore problema della prescrizione, che matura in dieci anni: trattandosi di pagamenti effettuati negli anni 2010\2011, il termine per interrompere la prescrizione sta per scadere, e le imprese che non saranno oltremodo tempestive rischiano di perdere il diritto al rimborso. Peraltro, non è da escludere una fiera opposizione dei fornitori dell’energia alle richieste che perverranno dalle aziende (si parla infatti di importi oltremodo rilevanti), e presumibilmente i rimborsi non arriveranno in assenza di contenzioso giudiziario (come sempre lungo e oneroso). Si auspica, ancora una volta, una soluzione ragionevole a livello governativo\legislativo; la proposta di Bonomi, sotto questo aspetto, appare di buon senso, anche perché consentirebbe alle imprese -in questo difficile momento- di “tirare un po’ il fiato”, assicurandosi un cospicuo credito di imposta. Il nostro Studio è a disposizione delle imprese che necessitino di consulenza su questa complessa materia; il consiglio, al di là del rivolgersi ad un professionista competente (che è sempre un bene), è quello di reperire celermente la documentazione degli anni 2010\2011 e interrompere tempestivamente la prescrizione, per poter poi procedere -con le giuste tempistiche- a perseguire tutte le azioni necessarie per conseguire il rimborso spettante.

Avv. Marco Capello

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