L’importanza del capitale umano e della consulenza legale proattiva: intervista al dott. Morgan Magonara

Dalla sicurezza sul lavoro al welfare personalizzato, la crescita di Cérélia dimostra come il successo d'impresa passi oggi attraverso la valorizzazione delle persone e una partnership legale strategica, capace di prevenire i rischi e accompagnare il cambiamento.

Siamo lieti di ospitare sul nostro blog un approfondimento dedicato al mondo delle Risorse Umane e della gestione aziendale nel settore alimentare. In un mercato in costante evoluzione, la sinergia tra una gestione del personale illuminata e una consulenza legale preventiva rappresenta il vero valore aggiunto per la crescita di un’impresa.

Ne parliamo oggi con il dott. Morgan Magonara, HR Manager di Cérélia, società leader nel proprio comparto e stimato cliente del nostro Studio. Attraverso la sua esperienza, esploreremo le sfide del recruiting, l’importanza del welfare aziendale e il ruolo strategico dell’avvocato come partner proattivo nel successo d’impresa.

Il ruolo dell'avvocato oggi deve trasformarsi in un consulente proattivo di affiancamento all’imprenditore, capace di identificare i rischi in anticipo e indicare condotte virtuose che portino benefici reali, non solo risoluzioni a problemi già insorti.

L'intervista

Ci racconta brevemente la sua esperienza professionale e il suo percorso fino al ruolo attuale?
Ho iniziato la mia avventura nel mondo delle risorse umane in una piccola realtà di recruiting a Parigi: da lì ho avuto la fortuna di poter lavorare in grandi realtà internazionali fino a occupare il ruolo di HR Manager in Cérélia.

Come si sta sviluppando in Italia la Cérélia?
Ci sono programmi di sviluppo e crescita interessanti e costanti. Da quando ho iniziato a ricoprire il ruolo, la forza lavoro è cresciuta di oltre il 20% e la produzione fatta in Italia di oltre il 15%. Ci auguriamo tutti di continuare ad avere un futuro solido.

Quante persone lavorano nell’organizzazione e con quali profili professionali principali?
A livello mondo, abbiamo tutti gli uffici e i dipartimenti possibili: l’azienda è organizzata per affrontare e rispondere ad ogni esigenza. In Italia abbiamo oltre 70 persone tra stabilimento produttivo e parte commerciale.

Quali sono le figure più difficili da reperire nel settore alimentare? Sicuramente i profili tecnici: sono quelli più ambiti e ricercati, non solo da noi ma da tutto il mercato.

Come descriverebbe la cultura aziendale e i valori che cercate di trasmettere ai dipendenti?
Il nostro Slogan è “Cérélia ha a cuore la nostra sicurezza”. Come primo e principale obiettivo abbiamo la sicurezza dei nostri lavoratori e la sicurezza dei nostri clienti attraverso rigide e severe politiche di qualità alimentare, che applichiamo quotidianamente.

Quali iniziative adottate per mantenere alto il livello di motivazione e ridurre il turnover? Cerchiamo di creare un ambiente sicuro in primis. Ascoltiamo i nostri dipendenti e li mettiamo al primo posto. Abbiamo attivato iniziative mirate al sostegno economico e personale come l’aumento dei buoni pasto, l’aumento del valore del premio di produzione ma anche iniziative come lo sportello benessere, con uno psicologo a disposizione dei lavoratori, concorsi di premiazione interni per le segnalazioni di sicurezza e miglioramento, fino agli eventi aziendali, come il Family day, la Festa di Natale e la “Festa Barbecue”!

Quanto contano aspetti come welfare aziendale, flessibilità e work-life balance nel vostro settore? Molto, ma non solo da noi: credo che sia importante far coincidere i bisogni aziendali con il benessere individuale. Su questi aspetti possiamo e dobbiamo continuare a lavorare per attrarre talenti e continuare ad avere un turnover basso.

Avete attivato politiche di inclusione o diversity management? La diversità è un valore aggiunto per Cérélia. Dopo l’ultima indagine di clima, abbiamo avuto un netto miglioramento sotto questo aspetto grazie al continuo lavoro di inclusione che mettiamo in pratica ogni giorno. Anche dal punto di vista della diversità di genere, abbiamo avuto degli ottimi risultati nonostante la presenza di uno stabilimento produttivo storicamente a maggioranza di lavoratori di sesso maschile. Sono fiero di aver la possibilità di lavorare con il massimo supporto dell’azienda sotto questi aspetti.

Come immagina evolverà il ruolo delle risorse umane nei prossimi anni in un’azienda alimentare? Credo che l’aspetto umano rimarrà lungamente al centro di tutte le aziende. Bisognerà continuare a sviluppare un ambiente sinergico con la tecnologia che sarà ovviamente sempre più presente, ma allo stesso tempo comprendere e offrire un ambiente lavorativo al passo con i tempi. Il futuro dell’azienda passa dai giovani che si stanno formando o che devono ancora farlo!

Come può l’avvocato contribuire a questa partnership? Nel percorso di cambiamento della mentalità imprenditoriale il ruolo dell’avvocato gioca un ruolo chiave: da professionista che risolve i problemi a cose (mal)fatte, dovrà trasformarsi in un consulente con attenzione proattiva e di affiancamento all’imprenditore, prevenendo ed intervenendo su aspetti generali di adesione a modelli legali e su singoli e insidiosi casi particolari. L’avvocato per un’azienda è chiamato oggi ad identificare, valutare e gestire eventuali rischi di natura giuridica, derivanti da una possibile errata applicazione o violazione di norme legislative o regolamentari, e ha il compito di indicare le condotte legalmente virtuose dalle quali trarre, anzitutto, un beneficio e non soltanto una risoluzione a problemi già insorti.

 

Perché avete scelto Studio Legale Capello come partner del settore legale? La nostra attività con lo Studio Legale Capello può contribuire ad identificare potenziali problemi in anticipo, riducendo così il rischio di controversie legali. A ciò si affianca la necessità sempre più costante di celerità nei risconti, senza però trascurare la cura tecnica dello screening legale e delle relative soluzioni: caratteristiche, queste, su cui possiamo fare affidamento nella collaborazione con lo Studio.

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